Comunichiamo ai nostri clienti che Retrofootball garantisce la consegna in tempo per Natale per tutti gli ordini realizzati fino a mercoledì 21 dicembre alle ore 12:00. Per offrire il miglior servizio e comodità in questo periodo così importante, da oggi Retrofootball offre un servizio di spedizione EXPRESS (consegna in 24-48 ore lavorative) allo stesso prezzo del normale servizio STANDARD. Per questo motivo, sarà anche possibile (però non garantita) la consegna per gli ordini realizzati tra il 21 dicembre alle ore 12:00h e il 22 dicembre alle ore 12:00h

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Comunicazione Importante

12/08/16 17.18

Comunichiamo ai gentili utenti e clienti che, causa ferie, l'Ufficio di Attenzione al Cliente di Retrofootball sarà inattivo dal 13 al 29 agosto.

Inoltre, nell'intervallo tra giovedì 11 agosto e giovedì 25 agosto, i tempi di consegna degli ordini contenenti la totalità dei prodotti in magazzino varieranno dai 2 ai 6 giorni lavorativi.

Ci scusiamo in anticipo per i disagi che possiamo arrecare. 

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Il grande vantaggio delle maglie storiche da calcio riguarda il loro utilizzo, amplio, più amplio delle normali maglie da gioco della stagione attuale. Visto che queste maglie sono fabbricate in cotone, usando moderne tecnologie di produzione su una base di design e stile antichi, lo possiamo definiré più un abbigliamento casual che un abbigliamento da calcio. I nostri clienti utilizzano questi pezzi spesso durante il loro tempo libero, per andare a lezione e, se si può (perchè no) anche per andare al lavoro.

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La Juventus sta scaldando i motori, la prossima settimana è già Champions League, con la sfida più importante, contro il super Bayern de Pep Guardiola.

I precedenti tra le due squadre non sono troppo vintage, visto che il primo incontro ufficiale si è svolto nella champions 2004/05. Però negli ultimi dodici anni le due squadre si sono incontrate ben 8 volte, sempre a livello Champions.

I precedenti non sono del tutto positivi per la vecchia signora, visto che si registrano quattro vittorie tedesche, tre bianconere e un pari. L’unica volta che si sono incontrate in una fase a elimimazione diretta (quarti di finale 2012/13), l’ultimo Bayern di Jupp Heynckes ha avuto vita abastanza facile; c’è da dire che quel Bayern si sarebbe poi laureato Campione d’Europa nella finale di Wembley contro il Borussia Dortmund.

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Retrofootball vi accompagnerà  fino all’ultimo giorno prima di Natale, per dare servizio anche ai nostri clienti dell’ultimo minuto.

Disponiamo di un servizio di trasporto urgente automatico da questa settimana, che permette ai nostri clienti di ricevere i propri acquisti in 24/48 ore senza costi aggiuntivi sulle spese di spedizione. Per Retrofootball è un piacere farsi carico di questo costo extra e di poter offrire fino all’ultimo giorno possibile un Natale Retro a tutti gli appassionati di calcio.

Di conseguenza, per tutti gli acquisti realizzati fino al 22 dicembre alle ore 11:00, la consegna per il 24/12 è assolutamente garantita. Possibile ma non garantita la consegna per gli ordini effettuati dal 22 dicembre alle ore 11:00 al 23 dicembre alle ore 11:00.

Che il calcio sia con noi!

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ATALANTA

L’Atalanta nacque nel 1907 e inizialmente giocava con la maglia bianconera. Nel 1920 si fuse con l’altra squadra di Bergamo, la Bergamasca, che giocava con una divisa a strisce verticali bianche e azzurre. I dirigenti scelsero dunque di eliminare il bianco in comune e di creare la classica maglia nerazzurra.

BOLOGNA

I colori sociali del Bologna sono sempre stati il rosso e blu. Dapprima la maglia era a quarti, poi si sono create le classiche strisce verticali. Uno dei suoi fondatori aveva studiato nel collegio svizzero Schönberg di Rossbach , e appunto la maglia di quel collegio era a quarti rossi e blu.

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Qualche giorno fa si sono compiuti 20 anni da quando René Higuita “El Loco” fece la giocata più incredibile vista su un campo di calcio: lo scorpione.

E fece questa giocata niente popò di meno che a Wembley, in un’amichevole tra Colombia e Inghilterra.

Gli inglesi sapevano del bizzarro modo di giocare del portiere; sapevano che gli piaceva stare fuori dalla porta, avventurarsi in dribbling sugli attaccanti, uscire negli angoli e tirare le punizioni. Infatti, se ben ricordate, la Colombia fu eliminata dal Camerun a Italia 90 perchè, completamente pazzo, Higuita provò a scartare Roger Milla, che gli rubò la palla e segnò. 

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Ricordiamo Roberto Baggio principalmente per le sue prodezze con la maglia della Juventus e della Nazionale Italiana, ma non bisogna dimenticare i suoi inizi, quando vestì la maglia della Fiorentina.

ll rapporto con i tifosi viola è stato complicato, per via della sua cessione agli acerrimi rivali della Juventus nel 1990 (16 miliardi di lire più Renato Buso). Rivolta in piazza contro i Pontello con scontri e feriti, e parecchi insulti per il Divin Codino a Coverciano, nel ritiro della Nazionale.

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Barcellona e Juventus sono sicuramente due grandi del panorama calcistico europeo, però non si sono mai incrociate in una finale.

Sulla carta, il Barcellona è favoritissimo per vincere la finale della Champions League del prossimo 6 giugno però devono stare attenti. La Juve è una squadra dura da affrontare ed è da 25 anni che gli spagnoli non li battono.

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La Copa América è stata la prima competizione continentale ufficiale per squadre nazionali: eh si prima dell’Europeo. La prima edizione è datata 1916, noi allora eravamo impegnati, purtroppo, in ben altro, la Prima Guerra Mondiale.

La causa profonda della nascita della Coppa America è stata la grande rivalità fra Argentina e Uruguay, che cercavano ogni scusa per competere e superarsi a vicenda.In particolare, l’inventore della Coppa America fu l’uruguayano Hector Rivadavia Gómez, che fu anche il Co-Founder della COMNEBOL.

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Paolo Mantovani in vespa

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Quando parliamo della NASL, massima competizione di calcio nordamericano fino al 1984 e formata da squadre canadesi e statunitensi, parliamo di un torneo che, per le sue speciali caratteristiche, rimane nella memoria collettiva degli amanti di questo sport.

 Il successo della NASL si è basato sugli acquisti di grandi stelle mondiali sul viale del tramonto, che destavano l’attenzione dei mass media americani creando uno show capace di coinvolgere il grande pubblico.

 Tutti gli appassionati di calcio ricorderanno le grandi stelle del passato dando gli ultimi calci dall’altra parte dell’Atlantico (per esempio Best e Cruyff), le maglie sgargianti delle varie squadre, e ad una delle compagini principali: i New York Cosmos.

 I Cosmos furono una delle squadre classiche della NASL. Furono fondati nel 1970 e irruppero alla ribalta mondiale nel 1975, quando comprarono il miglior giocatore di tutti i tempi: Pelè. 

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I Mondiali del 1978 svoltisi in Argentina furono caratterizzati da un brutto ambiente ambiente político. Dal 1976, infatti, il governo era formato dal 1976 da un Regime Militare che combatteva con la repressione física i propri oppositori, in lugubri struttre segrete e mediante torture. Vi ricorderete di sicuro della storia dei desaparecidos.

Il governo del dopo Peron (vecchio presidente) non dava molta importanza alla manifestazione iridata, visto che il generale Jorge Videla non era appassionato di calcio. Grazie all’ammiraglio Emilio Massera, si riconobbe il forte e positivo impatto mediatico e propagandista a favore del Governo Militare che un mondiale organizzato all’insegna della qualità avrebbe potuto dare a livello mondiale. 

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Nel 1974 la Lazio vinse il suo primo scudetto, e il primo scudetto della storia andato ad una squadra di una città al di sotto dell’Arno. 

Quella Lazio era una squadra di geni e sregolatezza, con uno spogliatoio diviso in clan e con gente che addirittura aveva il vizio delle pistole e del gioco d’azzardo. 

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Siamo alle porte di una nuova edizione della Serie A italiana, quella 2014/15.

Quindi facciamo un excursus su tutte le storie di tutte le squadre che durante la storia hanno concluso imbattute la massima serie.

Iniziamo niente popo di meno che dalla Pro Vercelli, dominatrice dei primi anni della Serie A. I Bianchi vincono 5 scudetti in 6 anni, e il quinto (1912/13) è quello della grande gloria: 19 partite, 17 vittorie, 2 pareggi e 6-0 alla Lazio nella finale nazionale. Alla fine della stagione, nell’amichevole tra Italia e Belgio, 9 azzurri su 11 sono della Pro Vercelli: Giuseppe Milano, Leone, Berardo, Rampini, Corna, Valle, Innocenti, Ara e Felice Milano. L’Italia vince 1-0 e arriva prontamente un telegramma in società: “Pro Vercelli – Belgio 1-0”.

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Retrofootball sarà sponsor ufficiale del II Torneo di calcio a 7 “Italian Connection” by Paddy Power, che si terrà a Milano il prossimo 31 di maggio.

Italian Connection è l’associazione che raggruppa tutti i Fans Club ufficiali delle squadre inglesi e scozzesi in Italia.

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Manca ormai un mese all’inizio del Mondiale del 2014, con la squadra azzurra di Prandelli che parte como outsider, un po’ come agli Europei 2012. Speriamo porti fortuna!

Tutti i particolari dell’organizzazione sono pronti, anche l’Hotel, che sarà un resort da sogno in mezzo a palme e granelli di sabbia.

Navigando in Internet abbiamo scovato un articolo molto interesante, che racconta di tutti gli hotel dove sono stati ospiti gli Azzurri durante i vari Mondiali. Inoltre, ci svela alcune storielle curiosissime di fatti avvenuti negli stessi.

Vi invitiamo a cliccare qui se volete saperne di più.

Buon retro calcio.

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Sono arrivate nel nostro store le magliette della nuova collezione che Copa Football ha realizzato in vista del Mondiale del 2014 che si giocherà in Brasile.Continua
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22 diciembre 1973. Cruyff stava disputando la sua prima stagione nel FC Barcellona. Allora, era stato l’acquisto più caro della storia del Club, che ha sempre seguito la filosofía di comprare i giocatori più forti del panorama europeo. Successivamente sarebbero arrivati Simonsen, Schuster, Maradona e Ronaldo.

Cruyff segnò il suo gol impossibile contro l’Atletico Madrid. Il Barsa quell’anno avrebbe vinto la Liga con 8 punti di vantaggio sui colchoneros. Miguel Reina ricorda che prese quel gol da colui che considerava il miglior giocatore del mondo, “un gol veramente straordinario”. 

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Immaginatevi per un momento la situazione seguente: il Boca Juniors si consacra campione dopo un Superclasico argentino e addirittura fuori casa, in quel Monumental casa degli acerrimi nemici del River Plate. ...

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La stagione 2013/14 è appena iniziata, ormai in tutta Europa.

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Pochi Paesi possono vantare la tradizione calcistica dell’Uruguay. Dalle Olimpiadi del 1924 di Parigi fino ai giorni nostri...

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Si è chiuso lunedì notte il concorso di Retrofootball in collaborazione son Stadio Sport .

Il concorso era iniziato lunedì scorso  e metteva in palio una maglietta a scelta tra le nostre Magliette Retro Calcio.

Per partecipare, bisognava essere fan delle nostre pagine Facebook e Twitter e delle corrispondenti di Stadio Sport. Inoltre, bisognava rispondere correttamente a una domanda sulla storia del calcio.

In questo link, potrete leggere il nome del vincitore finale.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

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Retrofootball ha lanciato stamattina un concorso in collaborazione con il magazine sportivo Stadio Sport.

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Oggi vi raccontiamo di una delle partite più importanti della storia della nazionale scozzese, cioè quando vinse per 3-2 a Wembley, in casa dell’Inghilterra campione del mondo.

Prima però un prologo, visto che la competizione era il Torneo Interbritannico. Si trattava di un torneo amichevole che si svolgeva ogni anno, mettendo a confronto le nazionali di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Era organizzato con un girone all’italiana con partite di sola andata. Chi chiudeva in testa, si portava a casa la coppa. È vero che era un torneo amichevole, ma nonostante questo il trofeo era molto ambito.

L’edizione in questione, quella del 1967, era valevole inoltre anche per le qualificazioni all’Europeo dell’anno seguente, in programa in Italia.

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La Confederations Cup non era molto seguita in Italia fino al 2009, anno in cui la giocammo per la prima volta, grazie alla vittoria del Mondiale del 2006. Quattro anni fa, l’esperienza non fu molto positiva: gli azzurri vennero eliminati nella fase a gironi da Brasile e USA.

Si tratta di un torneo giovane, infatti la prima edizione si giocò nel 1992, e la FIFA la inventò per le pressioni della fluorescente economia del Medio Oriente. Agli inizi, il nome del torneo era Coppa Re Fahd e le prime tre edizioni si giocarono in Arabia Saudita. La periodicità della Confederations Cup è stata variabile nel suo primo decennio di vita: dalla prima alla seconda edizione passarono tre anni, dalla seconda alla terza solamente due e dal 2005 si celebra ogni quattro anni.

Poco a poco, il torneo guadagnò spessore e credibilità e dal 1997 lo giocano otto nazionali: i campioni di ogni torneo delle Confederazioni FIFA, il campione del mondo in carica e i padroni di casa. Dopo che le prime tre edizioni si giocarono in Arabia Saudita e la quarta in Messico, dal 2001 si celebra nel Paese nel quale si giocherà il Mondiale l’anno dopo.

Se ripercorriamo la storia del torneo dalla primissima edizione del 1992, scopriamo che ci ha offerto momenti indimenticabili e giocatori magnifici: vale la pena quindi ricordare alcuni episodi della competizione.

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AGGIORNATO. Il vincitore del concorso è Luca Pettinicchio, che è pregato di inviare una mail a info@retrofootball.it indicando nome, cognome, indirizzo completo, nº di telefono e taglia.
Congratulazioni! 

 

Si è chiuso oggi il concorso in collaborazione con Lacrime di Borghetti.

Il giocatore che ha collezionato 100 presenze tra DDR e Germania Ovest è Ulf Kirsten.

Qui sotto comunichiamo i nomi di coloro che hanno risposto correttamente alla domanda, e che parteciperanno al sorteggio di domani:

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È partito ufficialmente il primo concorso di Retrofootball in collaborazione con il blog Lacrime di Borghetti.

Il concorso consiste nel rispondere a una domanda sulla storia del calcio, domanda che troverete postata sulla pagina Facebook di Lacrime di Borghetti.

La condizione per participare al concorso è essere fan delle pagine Facebook e Twitter sia di Retrofootball, sia di Lacrime di Borghetti.

Qui di seguito eccovi i link:

-          https://www.facebook.com/retrofootballEU

-          https://twitter.com/RetrofootballEU

-          https://www.facebook.com/pages/Lacrime-di-borghetti/275357752771

-          https://twitter.com/LdBorghetti

Dopodichè, bisogna inviare la risposta all’indirizzo Info@retrofootball.it, indicando come oggetto “Lacrime di Borghetti”, e nel testo nome, cognome e nome dei vostri profili facebook e twitter.

Tra tutti coloro che invieranno la risposta corretta, verrà sorteggiata una maglia della DDR del 1974, articolo che ha vinto il sondaggio di questa settimana.

Il concorso durerà fino a mercoledì 12 di giugno, giorno nel quale pubblicheremo sul muro di Lacrime di Borghetti la lista dei possibili vincitori. Il vincitore finale sarà pubblicato infine giovedì 13 di giugno.

In bocca al lupo a tutti!

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Mercoledí prossimo, 5 di giugno, si darà il via al primo concorso ufficiale Retrofootball, in collaborazione con il nostro partner Lacrime di Borghetti (http://www.lacrimediborghetti.com/ ).

Il premio per il vincitore sarà una delle nostre magliette retrò.

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Per celebrare il ritorno in Serie A dell’Hellas Verona vi raccontiamo la storia di un suo giocatore storico, Hans Peter Briegel.

Come si capisce facilmente dal nome, Hans Peter Briegel fu un calciatore tedesco che giocò tra la metà degli anni Settanta e la metà degli Ottanta.  José Antonio Camacho, giocatore della nazionale spagnola e rivale della Germania Ovest nei quarti di finale del Mondiale di quell’anno, dichiarò che faceva impressione vedere Briegel da vicino e che la differenza física tra spagnoli e tedeschi rendeva quasi impossibile batterli.

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Il rossonero delle maglie del Milan nasce da un’idea di Herbert Kilpin, fondatore e capitano del Milan Football and Cricket Club. Celebre è la sua frase: “Rosso come il fuoco e nero come la paura che incuteremo agli avversari”. Come nel caso della Juventus, Kilpin si ispirò al modello inglese: berrettino a strisce rossonere (il cap), camicia degli stessi colori e lo stemma della città di Milano sul petto. 

Come c’era da aspettarsi, il Regime Fascista impose alcune norme sui colori e simboli delle squadre sportive italiane. Nel caso del Milan, la prima divisa fu bianca con una striscia rossonera verticale e centrale. La squadra passò a chiamarsi addirittura “Milano”. 

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Colui che inventò i colori nerazzurri della FC Internazionale Milano fu Giorgio Muggiani, grafico, pittore nonchè fondatore della società. E perchè il nero e l’azzurro? Muggiani prese spunto dai colori della notte  della fondazione in quel di Milano, aggiungiendoci una spruzzatina di giallo, il colore delle stelle. 

In generale, durante i decenni, i cambiamenti più sostanziali riguardano il numero delle righe, che sono variati incessantemente.

Agli albori, le righe nerazzurre erano abbastanza strette anche se ogni maglietta non aveva le strisce di identiche dimensioni. Ogni giocatore aveva la sua e se la faceva fare lui stesso, dal fornitore che voleva (che spesso era la mamma…). 

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Durante i più di 50 anni della sua storia, la maglia della Juventus ha subito pochi cambiamenti, restando sempre a striscie verticali bianche e nere.

Le uniche variazioni si riferiscono alla larghezza delle striscie, alla forma del colletto e al colore dei pantaloncini e dei calzettoni.  

Negli anni quaranta si adottò un colletto a girocollo abastanza stretto, mentre negli anni cinquanta e sessanta le striscie erano più larghe del normale ed il colore dei calzettoni passò ad essere definitivamente il bianco: passarono alla storia i numeri sulla schiena, di un vivace rosso (vennero riutilizzati nella stagione 99/00).

Dopo dieci anni senza cambiamenti significativi, nella seconda metà degli anni 70 furono indossate magliette con un numero maggiore di linee, e quindi più strette. I pantaloncini erano corti, aderenti (come le divise) e bianchi, nello stile più puro dell’epoca. 

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La storia della maglia della Juventus presenta un aneddoto molto singolare, cioè l’origine dei classici colori bianconeri: il Notts County. Proprio così, questo piccolo club inglese senza molto da raccontare è stata la causa della scelta di questi storici colori.

Nei suoi primi anni di vita, la Juve giocava con una maglia rosa. Erano maglie molto arcaiche, quasi delle camicie con il cravattino, un po’ in stile cricket se vogliamo. Di fatto, la Juventus ripropose il rosa nella seconda maglia dell’anno scorso (la terza di quest’anno).

Tutto partì da John Savage, un mercante di Nottingham, che propose ai dirigente torinesi di rinnovare un abbigliamento veramente austero. L’idea iniziale era realizzare le divise sul modello di quelle rosse del Nottingham Forest, prima squadra della città.

Gli Juventini accettarono e Savage diede l’incarico a una fabbrica locale, accompagnato da una maglia rosa originale della Juventus.

Il personale della fabbrica, vista la maglietta così scolorita, credettero che si trattasse di una vecchia maglia bianco nera, piuttosto che rosa.

Quindi mandò a Torino un intero stock di magliette dell’altra squadra della città, il Notts County. Si da il caso che il Notts County vestiva in striscie verticali bianconere.

Al momento della consegna, l’impatto per la dirigenza juventina non fu propiamente positivo: “Sono funeree”, esclamarono.

Però, un po’ per la `prossimità dell’inizio del campionato, un po’ per l’orgoglio di vestire comunque in stile british, alla fine accettarono la mercanzia.

Curiosamente queste magliette bianconere portarono molta fortuna alla Juventus. Nel 1903 si raggiunge per la prima volta la finale scudetto e, due anni dopo, si vince il primo tricolore della storia.

Eh si, quelle banali magliette del Notts County, frutto di una serie di sbadataggini, per scaramanzia non vennero più abbandonate e scrissero e continuano a scrivere la storia del calcio.

La maglia originaria rosa della Juventus      La squadra del primo scudetto (1905)

 

 

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Il primo post di questo retroblog non poteva non essere una rivisitazione della storia della maglia della nostra nazionale, la squadra che tutti noi amiamo e a cui sono legati i ricordi più romantici e puri del gioco del calcio.

Anche se molti non lo sapranno, la casacca originaria dell’Italia non era azzurra, bensì bianca (anche se è durata solo per due partite). Questo perchè? Non c’è una risposta chiara a questa domanda: forse per rendere omaggio alla Pro Vercelli (la squadra più blasonata dell’epoca, i primi anni del 900), forse per i costi, forse perchè la fantasia era poca.

Il colore azzurro irruppe solo nella terza partita, e si scelse per il colore dello stendardo della casa reale italiana, i Savoia. Sul cuore, si poteva vedere lo stemma sabaudo, croce bianca su sfondo rosso.

Prima maglia azzurra dell'Italia

Il fascismo successivamente portò alcuni cambiamenti: l’aggiunta del fascio littorio sopra allo stemma sabaudo e l’adozione in alcune partite della maglia nera.

Maglia nera dell'Italia

Gli albori della maglia azzurra così come la conosciamo li troviamo dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando lo stemma dei Savoia venne sostituito dallo scudetto tricolore.

Queste maglie erano molto semplici, con le uniche variazioni nel colletto: polo, girocollo , laccetti ecc.

Simbolo di questi decenni è la maglia girocollo protagonista della vittoria a Euro 68 e del grande Mondiale del 70, culminato con la partita del secolo, Italia – Germania 4-3. Questa maglia nel nostro immaginario è la “prima” dell’Italia, dati i tanti reportage che sono stati dedicati a quella squadra (http://www.retrofootball.it/maglia-retro-italia-anni-70.html ).

Maglia Italia anni 50

  Italia - Germania 4-3

Da lì in poi, piombano sulla scena gli sponsor tecnici, anche se inizialmente non appariranno sulla maglia.

Il primo fu Adidas, che sinceramente non lasciò grandi tracce.

Molto più stilosa è stata Le Coq Sportif, che creò la leggendaria maglia a polo e con i bordi tricolori sulle maniche e sul colletto. Tutti noi abbiamo flash diffusi di questa divisa, poichè protagonista di una delle pagine più dolci del nostro calcio, il Mondiale del 1982 in Spagna: l’urlo di Tardelli, i gol di Paolo Rossi, Altobelli e compagnia…, tutti sotto l’ala protettrice di Dino Zoff (http://www.retrofootball.it/maglia-retro-italia-mondiale-1982.html ).

L'urlo di Tardelli al Mondiale di Spagna 82

Da qui la maglia sarà sempre la stessa fino a metà degli Anni 90, con l’unico cambiamento della inserzione delle tre stelle e dei vari stemmi della FIGC sul cuore.

Nell’ultima metà degli anni 80 Diadora propone uno stemma tondo tricolore al posto dello scudetto. Nelle nostre menti, gli occhi spiritati di Schillaci sopra questo nuovo símbolo (Italia 90).

Schillaci a Italia 90

Per il mondiale del 94 cambia ancora lo stemma, ce lo ricordiamo tutti sul cuore di Roberto Baggio durante le prodezze americane, purtroppe tristemente finite sulle stelle del cielo di Los Angeles. 

Roberto Baggio, dopo aver sbagliato il rigore decisivo nella finale contro il Brasile a USA 94

Nel 96 Nike sponsorizza l’Italia, senza lasciare troppo il segno. Memorabile la scritta ITALIA posizionata proprio all'altezza dei fondoschiena dei giocatori che fece scoppiare molte polemiche. Nike tolse anche i bordi tricolori, sostituendoli con un marrone/bronzo.

Alla fine del secolo, irrompe sulla scena Kappa ed è da qui che i loghi delle marche cominciano ad apparire sulle casacche. La Kappa , dopo un primo modello anónimo, sfodera l’indimenticata Combat, maglia aderentissima che faceva sembrare i giocatori degli autentici guerrieri. Inoltre, Kappa fece ritornare lo scudetto al vecchio stile degli anni 70. 

Le proteste degli azzurri contro Byron Moreno nel 2002

Dopo il Mondiale 2002 e fino ai giorni nostri, è toccato a Puma prendere le redini della nostra sacra divisa.

Il primo hit realizzato è stato inserire lo scudetto sia sui pantaloncini sia sui calzettoni.

Per il resto, i primi modelli sono abbastanza classici, con la unica novità dei numeri in oro.

Quando Puma volle imporre la novità, lo fece in una maniera abbastanza discutibile. Nel Mondiale 2006 vennero aggiunte delle sfumature blu ai lati, che sembravano più che altro macchie di sudore.  Anche se senza ombra di dubbio tutti noi ricordiamo quella maglia con molto affetto, la maglia con cui Fabio Cannavaro alzò orgoglioso al cielo di Berlino la quarta copa.

Cannavaro alza la coppa del mondo a Berlino nel 2006

Da allora si registra un cambio nello scudetto, con l’aggiunta della quarta stella e uno stile più moderno.Lo scudetto dell'Italia con quattro stelle

Dopo la maglia retro della Confederation Cup 2009, la divisa della disastrosa spedizione in Sudafrica presentava dei particolari bianchi sulle spalle e sulle braccia.
 
L’ultimo kit della Nazionale di calcio, la splendida creatura di Cesare Prandelli, sintetizza invece lo stile "future-classic" in un design ispirato alla tradizione Italiana, con un colletto bianco dai bordini tricolore in stile polo ma con un look innovativo. In più, l’azzurro di fondo presenta interessanti sfumaure: niente da dire, a mio avviso la migliore maglia tra quelle realizzate da Puma. 

Di Natale all'Europeo 2012

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Retrofootball

22/01/13 12.15

Questo è Retrofootball, la casa delle maglie da calcio vintage. Si possono acquistare magliette retrò di alta qualità e di squadre di calcio di tutto il mondo. Il calcio è la autentica ispirazione della nostra marca.

Siamo lieti di presentare il nostro nuovo sito, completo di versioni apposite per paesi come Gran Bretagna, Francia, Italia, Portogallo o Belgio. Nel nostro store si possono comprare magliette replica di grande qualità o articoli relazionati in stile casual e street firmati da marche vintage come Copa, Le Coq Sportif o TOFFS.

Attraverso questo blog vi terremo aggiornati sugli sviluppi del nostro store e sulle ultima novità in uscita, inoltre vi racconteremo storie e anneddoti sul calcio del passato e sulle evoluzioni delle divise.

In caso di qualsiasi necessità o suggerimenti, non esitate a ponervi in contatto con noi o a inserire commenti in questo blog.

Cordiali saluti.

Lo Staff di Retrofootball.

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