Chi non ha desiderato almeno una volta di rivivere una grande partita di calcio, o magari un'intera competizione? 
"Non ci resta che il crimine", film di Massimo Bruno con Alessandro Gassmann, Marcio Giallini, Gianmarco Tognazzi, Edoardo Leo e Ilenia Pastorelli ci riporta al Mondiale del 1982, vissuto nella Roma della Banda della Magliana.

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Commenti | Posted By Luca Rapetti

Manca ormai un mese all’inizio del Mondiale del 2014, con la squadra azzurra di Prandelli che parte como outsider, un po’ come agli Europei 2012. Speriamo porti fortuna!

Tutti i particolari dell’organizzazione sono pronti, anche l’Hotel, che sarà un resort da sogno in mezzo a palme e granelli di sabbia.

Navigando in Internet abbiamo scovato un articolo molto interesante, che racconta di tutti gli hotel dove sono stati ospiti gli Azzurri durante i vari Mondiali. Inoltre, ci svela alcune storielle curiosissime di fatti avvenuti negli stessi.

Vi invitiamo a cliccare qui se volete saperne di più.

Buon retro calcio.

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Sono arrivate nel nostro store le magliette della nuova collezione che Copa Football ha realizzato in vista del Mondiale del 2014 che si giocherà in Brasile.Continua
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La Confederations Cup non era molto seguita in Italia fino al 2009, anno in cui la giocammo per la prima volta, grazie alla vittoria del Mondiale del 2006. Quattro anni fa, l’esperienza non fu molto positiva: gli azzurri vennero eliminati nella fase a gironi da Brasile e USA.

Si tratta di un torneo giovane, infatti la prima edizione si giocò nel 1992, e la FIFA la inventò per le pressioni della fluorescente economia del Medio Oriente. Agli inizi, il nome del torneo era Coppa Re Fahd e le prime tre edizioni si giocarono in Arabia Saudita. La periodicità della Confederations Cup è stata variabile nel suo primo decennio di vita: dalla prima alla seconda edizione passarono tre anni, dalla seconda alla terza solamente due e dal 2005 si celebra ogni quattro anni.

Poco a poco, il torneo guadagnò spessore e credibilità e dal 1997 lo giocano otto nazionali: i campioni di ogni torneo delle Confederazioni FIFA, il campione del mondo in carica e i padroni di casa. Dopo che le prime tre edizioni si giocarono in Arabia Saudita e la quarta in Messico, dal 2001 si celebra nel Paese nel quale si giocherà il Mondiale l’anno dopo.

Se ripercorriamo la storia del torneo dalla primissima edizione del 1992, scopriamo che ci ha offerto momenti indimenticabili e giocatori magnifici: vale la pena quindi ricordare alcuni episodi della competizione.

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Il primo post di questo retroblog non poteva non essere una rivisitazione della storia della maglia della nostra nazionale, la squadra che tutti noi amiamo e a cui sono legati i ricordi più romantici e puri del gioco del calcio.

Anche se molti non lo sapranno, la casacca originaria dell’Italia non era azzurra, bensì bianca (anche se è durata solo per due partite). Questo perchè? Non c’è una risposta chiara a questa domanda: forse per rendere omaggio alla Pro Vercelli (la squadra più blasonata dell’epoca, i primi anni del 900), forse per i costi, forse perchè la fantasia era poca.

Il colore azzurro irruppe solo nella terza partita, e si scelse per il colore dello stendardo della casa reale italiana, i Savoia. Sul cuore, si poteva vedere lo stemma sabaudo, croce bianca su sfondo rosso.

Prima maglia azzurra dell'Italia

Il fascismo successivamente portò alcuni cambiamenti: l’aggiunta del fascio littorio sopra allo stemma sabaudo e l’adozione in alcune partite della maglia nera.

Maglia nera dell'Italia

Gli albori della maglia azzurra così come la conosciamo li troviamo dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando lo stemma dei Savoia venne sostituito dallo scudetto tricolore.

Queste maglie erano molto semplici, con le uniche variazioni nel colletto: polo, girocollo , laccetti ecc.

Simbolo di questi decenni è la maglia girocollo protagonista della vittoria a Euro 68 e del grande Mondiale del 70, culminato con la partita del secolo, Italia – Germania 4-3. Questa maglia nel nostro immaginario è la “prima” dell’Italia, dati i tanti reportage che sono stati dedicati a quella squadra (http://www.retrofootball.it/maglia-retro-italia-anni-70.html ).

Maglia Italia anni 50

  Italia - Germania 4-3

Da lì in poi, piombano sulla scena gli sponsor tecnici, anche se inizialmente non appariranno sulla maglia.

Il primo fu Adidas, che sinceramente non lasciò grandi tracce.

Molto più stilosa è stata Le Coq Sportif, che creò la leggendaria maglia a polo e con i bordi tricolori sulle maniche e sul colletto. Tutti noi abbiamo flash diffusi di questa divisa, poichè protagonista di una delle pagine più dolci del nostro calcio, il Mondiale del 1982 in Spagna: l’urlo di Tardelli, i gol di Paolo Rossi, Altobelli e compagnia…, tutti sotto l’ala protettrice di Dino Zoff (http://www.retrofootball.it/maglia-retro-italia-mondiale-1982.html ).

L'urlo di Tardelli al Mondiale di Spagna 82

Da qui la maglia sarà sempre la stessa fino a metà degli Anni 90, con l’unico cambiamento della inserzione delle tre stelle e dei vari stemmi della FIGC sul cuore.

Nell’ultima metà degli anni 80 Diadora propone uno stemma tondo tricolore al posto dello scudetto. Nelle nostre menti, gli occhi spiritati di Schillaci sopra questo nuovo símbolo (Italia 90).

Schillaci a Italia 90

Per il mondiale del 94 cambia ancora lo stemma, ce lo ricordiamo tutti sul cuore di Roberto Baggio durante le prodezze americane, purtroppe tristemente finite sulle stelle del cielo di Los Angeles. 

Roberto Baggio, dopo aver sbagliato il rigore decisivo nella finale contro il Brasile a USA 94

Nel 96 Nike sponsorizza l’Italia, senza lasciare troppo il segno. Memorabile la scritta ITALIA posizionata proprio all'altezza dei fondoschiena dei giocatori che fece scoppiare molte polemiche. Nike tolse anche i bordi tricolori, sostituendoli con un marrone/bronzo.

Alla fine del secolo, irrompe sulla scena Kappa ed è da qui che i loghi delle marche cominciano ad apparire sulle casacche. La Kappa , dopo un primo modello anónimo, sfodera l’indimenticata Combat, maglia aderentissima che faceva sembrare i giocatori degli autentici guerrieri. Inoltre, Kappa fece ritornare lo scudetto al vecchio stile degli anni 70. 

Le proteste degli azzurri contro Byron Moreno nel 2002

Dopo il Mondiale 2002 e fino ai giorni nostri, è toccato a Puma prendere le redini della nostra sacra divisa.

Il primo hit realizzato è stato inserire lo scudetto sia sui pantaloncini sia sui calzettoni.

Per il resto, i primi modelli sono abbastanza classici, con la unica novità dei numeri in oro.

Quando Puma volle imporre la novità, lo fece in una maniera abbastanza discutibile. Nel Mondiale 2006 vennero aggiunte delle sfumature blu ai lati, che sembravano più che altro macchie di sudore.  Anche se senza ombra di dubbio tutti noi ricordiamo quella maglia con molto affetto, la maglia con cui Fabio Cannavaro alzò orgoglioso al cielo di Berlino la quarta copa.

Cannavaro alza la coppa del mondo a Berlino nel 2006

Da allora si registra un cambio nello scudetto, con l’aggiunta della quarta stella e uno stile più moderno.Lo scudetto dell'Italia con quattro stelle

Dopo la maglia retro della Confederation Cup 2009, la divisa della disastrosa spedizione in Sudafrica presentava dei particolari bianchi sulle spalle e sulle braccia.
 
L’ultimo kit della Nazionale di calcio, la splendida creatura di Cesare Prandelli, sintetizza invece lo stile "future-classic" in un design ispirato alla tradizione Italiana, con un colletto bianco dai bordini tricolore in stile polo ma con un look innovativo. In più, l’azzurro di fondo presenta interessanti sfumaure: niente da dire, a mio avviso la migliore maglia tra quelle realizzate da Puma. 

Di Natale all'Europeo 2012

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Commenti | Posted By Jaime Reneses