La Juventus sta scaldando i motori, la prossima settimana è già Champions League, con la sfida più importante, contro il super Bayern de Pep Guardiola.

I precedenti tra le due squadre non sono troppo vintage, visto che il primo incontro ufficiale si è svolto nella champions 2004/05. Però negli ultimi dodici anni le due squadre si sono incontrate ben 8 volte, sempre a livello Champions.

I precedenti non sono del tutto positivi per la vecchia signora, visto che si registrano quattro vittorie tedesche, tre bianconere e un pari. L’unica volta che si sono incontrate in una fase a elimimazione diretta (quarti di finale 2012/13), l’ultimo Bayern di Jupp Heynckes ha avuto vita abastanza facile; c’è da dire che quel Bayern si sarebbe poi laureato Campione d’Europa nella finale di Wembley contro il Borussia Dortmund.

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Ricordiamo Roberto Baggio principalmente per le sue prodezze con la maglia della Juventus e della Nazionale Italiana, ma non bisogna dimenticare i suoi inizi, quando vestì la maglia della Fiorentina.

ll rapporto con i tifosi viola è stato complicato, per via della sua cessione agli acerrimi rivali della Juventus nel 1990 (16 miliardi di lire più Renato Buso). Rivolta in piazza contro i Pontello con scontri e feriti, e parecchi insulti per il Divin Codino a Coverciano, nel ritiro della Nazionale.

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Barcellona e Juventus sono sicuramente due grandi del panorama calcistico europeo, però non si sono mai incrociate in una finale.

Sulla carta, il Barcellona è favoritissimo per vincere la finale della Champions League del prossimo 6 giugno però devono stare attenti. La Juve è una squadra dura da affrontare ed è da 25 anni che gli spagnoli non li battono.

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Siamo alle porte di una nuova edizione della Serie A italiana, quella 2014/15.

Quindi facciamo un excursus su tutte le storie di tutte le squadre che durante la storia hanno concluso imbattute la massima serie.

Iniziamo niente popo di meno che dalla Pro Vercelli, dominatrice dei primi anni della Serie A. I Bianchi vincono 5 scudetti in 6 anni, e il quinto (1912/13) è quello della grande gloria: 19 partite, 17 vittorie, 2 pareggi e 6-0 alla Lazio nella finale nazionale. Alla fine della stagione, nell’amichevole tra Italia e Belgio, 9 azzurri su 11 sono della Pro Vercelli: Giuseppe Milano, Leone, Berardo, Rampini, Corna, Valle, Innocenti, Ara e Felice Milano. L’Italia vince 1-0 e arriva prontamente un telegramma in società: “Pro Vercelli – Belgio 1-0”.

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Durante i più di 50 anni della sua storia, la maglia della Juventus ha subito pochi cambiamenti, restando sempre a striscie verticali bianche e nere.

Le uniche variazioni si riferiscono alla larghezza delle striscie, alla forma del colletto e al colore dei pantaloncini e dei calzettoni.  

Negli anni quaranta si adottò un colletto a girocollo abastanza stretto, mentre negli anni cinquanta e sessanta le striscie erano più larghe del normale ed il colore dei calzettoni passò ad essere definitivamente il bianco: passarono alla storia i numeri sulla schiena, di un vivace rosso (vennero riutilizzati nella stagione 99/00).

Dopo dieci anni senza cambiamenti significativi, nella seconda metà degli anni 70 furono indossate magliette con un numero maggiore di linee, e quindi più strette. I pantaloncini erano corti, aderenti (come le divise) e bianchi, nello stile più puro dell’epoca. 

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La storia della maglia della Juventus presenta un aneddoto molto singolare, cioè l’origine dei classici colori bianconeri: il Notts County. Proprio così, questo piccolo club inglese senza molto da raccontare è stata la causa della scelta di questi storici colori.

Nei suoi primi anni di vita, la Juve giocava con una maglia rosa. Erano maglie molto arcaiche, quasi delle camicie con il cravattino, un po’ in stile cricket se vogliamo. Di fatto, la Juventus ripropose il rosa nella seconda maglia dell’anno scorso (la terza di quest’anno).

Tutto partì da John Savage, un mercante di Nottingham, che propose ai dirigente torinesi di rinnovare un abbigliamento veramente austero. L’idea iniziale era realizzare le divise sul modello di quelle rosse del Nottingham Forest, prima squadra della città.

Gli Juventini accettarono e Savage diede l’incarico a una fabbrica locale, accompagnato da una maglia rosa originale della Juventus.

Il personale della fabbrica, vista la maglietta così scolorita, credettero che si trattasse di una vecchia maglia bianco nera, piuttosto che rosa.

Quindi mandò a Torino un intero stock di magliette dell’altra squadra della città, il Notts County. Si da il caso che il Notts County vestiva in striscie verticali bianconere.

Al momento della consegna, l’impatto per la dirigenza juventina non fu propiamente positivo: “Sono funeree”, esclamarono.

Però, un po’ per la `prossimità dell’inizio del campionato, un po’ per l’orgoglio di vestire comunque in stile british, alla fine accettarono la mercanzia.

Curiosamente queste magliette bianconere portarono molta fortuna alla Juventus. Nel 1903 si raggiunge per la prima volta la finale scudetto e, due anni dopo, si vince il primo tricolore della storia.

Eh si, quelle banali magliette del Notts County, frutto di una serie di sbadataggini, per scaramanzia non vennero più abbandonate e scrissero e continuano a scrivere la storia del calcio.

La maglia originaria rosa della Juventus      La squadra del primo scudetto (1905)

 

 

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