La leggenda di Cruyff è ancora viva, il giocatore continua a ispirare nuove generazioni. Oggi vi raccontiamo quattro periodi significativi della sua vita sportiva: la sua infanzia e i suoi inizi nell’Ajax, il suo percorso al Barcellona, la Coppa del Mondo del 1974 e il suo finale sportivo nei Paesi Bassi.
L’infanzia di Johan Cruyff ai piedi dello stadio dell’Ajax
Johan Cruyff nacque nel 1947, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale; i suoi genitori, appartenenti a quella generazione che dovette ricostruire l’Europa dalle rovine, ne forgiarono il carattere. Concepì sempre il calcio e la vita come un processo di avanzamento costante. Per lui, il calcio non si riduceva a partite e risultati, ma a un’idea: prima del talento o della velocità, l’essenziale era il rispetto per i fondamentali, l’ambiente e le persone. Questo modo di pensare nacque molto prima della sua fama, durante l’infanzia a Betondorp, un quartiere operaio di Amsterdam conosciuto come il “villaggio di cemento”.

Casa dove nacque Johan Cruyff a Betondorp, Amsterdam
Iniziò la sua carriera calcistica a dieci anni nelle categorie giovanili dell’Ajax Amsterdam. I suoi genitori avevano un negozio di frutta e verdura a Betondorp, vicino al campo dell’Ajax; la sua vita, fin dall’inizio, fu puro Ajax. Suo padre andava a vedere tutte le partite della squadra, per cui il piccolo Johan trascorse i suoi primi anni immerso nell’atmosfera calcistica di un quartiere vicino allo stadio. Questo crea carattere, chiunque abbia vissuto vicino a uno stadio lo sa. All’epoca la strada era il mondo dei bambini e Cruyff imparò a giocare per strada, calciando il pallone contro il bordo del marciapiede: i rimbalzi ad angolazioni strane gli insegnarono che l’angolo più ovvio non è sempre la scelta migliore. Per Cruyff, molte delle abilità che in seguito avrebbero stupito il mondo nacquero semplicemente dal giocare senza sosta per strada. Tutto questo lo raccontò lui stesso nelle sue memorie.

Lo stadio dell’Ajax De Meer
Quando aveva cinque anni, suo padre lo presentò a un amico, Henk Angel, responsabile dello stadio e figura chiave nella sua vita, che lo portò come aiutante a svolgere piccoli lavori nel club; fin dall’infanzia, così, Cruyff corse per i corridoi del De Meer. Da allora, il club divenne la sua seconda casa. Quelle esperienze e le conversazioni che ascoltava gli insegnarono l’importanza dell’ordine, della responsabilità e del rispetto per il terreno di gioco.
La morte di suo padre, quando Johan aveva dodici anni, segnò profondamente la sua vita. Da quel momento, l’Ajax occupò un ruolo ancora più centrale. Il club sostenne la sua famiglia e diede lavoro a sua madre Nel, che puliva gli spogliatoi e le case degli allenatori. In seguito, sua madre sposò Henk Angel, che divenne per lui un secondo padre, rafforzando definitivamente il suo legame con l’Ajax.

Il giovane Cruyff con la giacca dell’Ajax
AFC Ajax (1964-1973)
La prima fase di Johan Cruyff all’Ajax (1964–1973) segnò il periodo più decisivo nella storia del club; fu l’epoca in cui una società di scarso prestigio si trasformò in una potenza dominante del calcio europeo. Cruyff esordì con la prima squadra il 15 novembre 1964, a soli 17 anni, e in meno di un decennio passò dall’essere una giovane promessa a diventare il leader assoluto di una squadra rivoluzionaria.
Il grande architetto di questa trasformazione fu Rinus Michels, allenatore dell’Ajax dal 1965. Michels introdusse una nuova concezione del gioco basata sul pressing collettivo, sull’occupazione razionale dello spazio e sulla mobilità costante, ciò che in seguito sarebbe stato conosciuto come Calcio Totale. La gestione dello spazio era fondamentale: con il pallone, il campo doveva essere il più ampio possibile; senza di esso, ridotto al minimo. Il suo calcio era intelligente e collettivo, rompendo con le tradizionali posizioni rigide. Questa idea, applicata all’Ajax, al Barcellona e alla nazionale olandese negli anni Settanta, pose le basi del calcio moderno. Cruyff ne fu l’interprete perfetto: un giocatore tecnicamente eccezionale, tatticamente brillante e con totale libertà di movimento sul campo. Non era un attaccante classico, ma il cervello della squadra, capace di organizzare, finalizzare e pressare.

Attorno a Cruyff si formò una generazione straordinaria: Heinz Stuy, Wim Suurbier, Horst Blankenburg, Barry Hulshoff, Ruud Krol, Johan Neeskens, Arnold Mühren, Gerrie Mühren, Johnny Rep, Piet Keizer, tra gli altri.
Tutti condividevano una formazione tecnica comune e una comprensione avanzata del gioco, frutto del lavoro strutturale dell’Ajax, dal settore giovanile fino alla prima squadra. Michels creò il sistema; Cruyff lo portò al limite e lo fece funzionare sul campo.
I risultati furono storici. Durante la prima fase di Cruyff, l’Ajax vinse sei campionati olandesi (1966, 1967, 1968, 1970, 1972 e 1973) e quattro Coppe dei Paesi Bassi. Ma il grande salto arrivò in Europa: il club conquistò tre Coppe dei Campioni consecutive nel 1971, 1972 e 1973, un traguardo riservato solo alle grandi squadre della storia. Cruyff fu decisivo in tutte e capitano nell’ultima.
A livello individuale, Cruyff vinse tre Palloni d’Oro durante questa fase (1971, 1973 e, dopo l’addio, 1974), riflesso del suo dominio continentale. Quando lasciò l’Ajax nel 1973 per trasferirsi al Barcellona, il club non era più soltanto un campione: era diventato un modello calcistico ammirato e copiato in tutta Europa.
FC Barcelona (1973-1978)
La fase di Johan Cruyff al FC Barcellona (1973–1978) fu breve in termini di titoli, ma determinante per l’impatto storico, sportivo e culturale. Il suo arrivo rappresentò un punto di svolta per un club che non vinceva la Liga da oltre un decennio.
Cruyff con Rexach e Josep Vicenç Tente al FC Barcellona negli anni Settanta
Cruyff firmò per il Barcellona nell’ottobre 1973, proveniente dall’Ajax, in un’operazione complessa e molto mediatica, poiché il club olandese voleva trasferirlo al Real Madrid, ma il giocatore si rifiutò e scelse il Barcellona, la squadra rivale. Rinus Michels, allenatore del Barça, fu decisivo nel trasferimento di Johan Cruyff al club. Fin dal suo arrivo, la squadra visse una trasformazione immediata. Sotto la guida di Rinus Michels, il Barça adottò i principi del Calcio Totale: pressing alto, gioco posizionale, mobilità costante e centralità del pallone. Cruyff non agiva come un attaccante tradizionale, ma come l’organizzatore del gioco da qualsiasi zona del campo, elevando il livello dei suoi compagni. Come fanno i grandi.
Il momento iconico di questa fase arrivò nella stagione 1973–1974, quando il Barcellona conquistò la Liga per la prima volta dal 1960. Il trionfo fu segnato da un’esibizione storica: la vittoria per 5-0 contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu nel febbraio 1974, con Cruyff come leader assoluto. Quel successo andò oltre l’aspetto sportivo e assunse un profondo significato simbolico per il barcelonismo negli ultimi anni del franchismo.

Cruyff segna il secondo gol contro il Real Madrid nella partita dello 0-5 del 1974
Durante le sue cinque stagioni al club, Cruyff disputò 180 partite ufficiali e segnò 60 gol, numeri che non riflettono completamente la sua influenza sul gioco. A livello collettivo, il palmarès fu limitato — una Liga (1974) e una Coppa del Re (1978) — ma il suo impatto fu molto più grande dei titoli conquistati. Nel 1974 vinse il suo terzo Pallone d’Oro come giocatore del Barça, consolidando il suo status di miglior calciatore del mondo. La sua prima fase da giocatore aiutò il Barcellona a ridefinire la propria identità.
PAESI BASSI ALLA COPPA DEL MONDO 1974
La Coppa del Mondo del 1974, disputata nella Germania Ovest, rappresenta il punto più alto di Johan Cruyff come leader calcistico della nazionale olandese e il momento di consacrazione mondiale del Calcio Totale. Sebbene i Paesi Bassi non abbiano vinto il torneo, quel Mondiale rimase per sempre associato alla sua figura e a un modo di intendere il calcio che cambiò la storia.
Cruyff arrivò al Mondiale come il cervello e il capitano di una selezione olandese che aveva già sorpreso nella fase di qualificazione per il suo gioco dinamico, collettivo e offensivo, e colpì ancora di più considerando che non disputava un Mondiale dal 1934. Questa precisazione serve a comprendere la rilevanza dell’impresa realizzata da quei giocatori.
Sotto la guida di Rinus Michels, ritroviamo ancora una volta la coppia Michels-Cruyff: la squadra portò sulla scena mondiale i principi sviluppati in precedenza all’Ajax — pressing alto, occupazione intelligente dello spazio, mobilità costante e una comprensione del gioco basata sulla tecnica e sull’intelligenza tattica più che sulla forza fisica. Cruyff era il fulcro del sistema, non come attaccante fisso, ma come giocatore libero capace di apparire in qualsiasi zona del campo. Germania 1974 fu la consacrazione definitiva di queste idee.

Rinus Michels e la squadra dei Paesi Bassi al Mondiale del 1974
Fin dalla prima partita, i Paesi Bassi con Johan Cruyff, Rob Rensenbrink, Johnny Rep, Johan Neeskens, Ruud Krol, Wim Suurbier, tra gli altri, tutti in stato di grazia, dimostrarono chiaramente di non essere arrivati per speculare. Nella fase a gironi affrontarono Uruguay, Svezia e Bulgaria. Dopo aver battuto l’Uruguay con due gol di Johnny Rep, pareggiarono contro la Svezia e sfoggiarono un calcio travolgente contro la Bulgaria con un 0-4.
Nella fase successiva finirono nel girone della morte insieme a nientemeno che Argentina, Germania Est e Brasile. Ancora una volta travolsero un avversario, questa volta proprio l’Argentina, con un 4-0 in cui Cruyff segnò due gol, il primo aprendo le marcature. Batterono anche il Brasile, campione del mondo in carica, per 2-0 in una partita tesa e fisica. Cruyff fu il protagonista assoluto: dopo il gol di Neeskens, segnò il secondo gol, smantellò la difesa brasiliana con la sua mobilità e confermò la sua condizione di miglior giocatore del torneo.
Cruyff non si limitava a dirigere il gioco, ma lo interpretava in tempo reale: arretrava per ricevere, rompeva le linee con passaggi o conduzioni e guidava il pressing dopo la perdita del pallone. Il suo gol contro l’Argentina, al termine di una lunga azione collettiva, simboleggiò l’essenza di quella squadra.

Johan Neeskens, rigore nella finale della Coppa del Mondo 1974
La finale contro la Germania Ovest iniziò in modo simbolico: dopo un lungo possesso senza che i tedeschi toccassero il pallone, Johan Neeskens trasformò il rigore iniziale. La Germania reagì prima dell’intervallo, al 25° minuto, con il gol di Paul Breitner e al 43°, Gerd Müller fissò il risultato sul 2–1. Nonostante il dominio olandese, il punteggio non cambiò.
Cruyff non sollevò la coppa, ma vinse il Pallone d’Oro e lasciò un ricordo indelebile. Nel 1974 l’Arancia Meccanica olandese non fu campione del mondo, ma cambiò il calcio per sempre.
MAGLIA CON DUE STRISCE E NUMERO 14
La cosiddetta “guerra dei marchi” al Mondiale del 1974 rifletté il carattere indipendente di Johan Cruyff. Mentre la nazionale olandese era sponsorizzata da Adidas, Cruyff aveva un contratto personale con Puma, marchio rivale. Non essendo stato raggiunto un accordo tra le due parti, il giocatore si rifiutò di indossare l’equipaggiamento standard. La soluzione fu tanto semplice quanto simbolica: Cruyff disputò il torneo con una maglia con solo due strisce nere, invece delle tre caratteristiche di Adidas indossate dai suoi compagni. Quel gesto, apparentemente minore, rafforzò la sua immagine di calciatore libero, fedele ai propri principi e lontano dalle imposizioni commerciali.
Johan Cruyff finale del Mondiale 1974
AFC Ajax (1981–83) – Feyenoord (1983–84)
Alla fine della sua carriera, a 34 anni, Cruyff tornò alle sue origini, all’Ajax, il club che lo aveva visto crescere e al quale aveva dato tutto nei suoi inizi. È il gesto di ogni essere umano: tornare alla casa della madre, che lavorò anche come addetta alle pulizie nel club, e dove inoltre, dopo la morte del padre quando aveva 12 anni, trovò una figura paterna sostitutiva nel custode del campo Henk Angel. Voleva davvero finire dove correva da bambino, qualcosa di così innato in tutti i calciatori. Ma le cose non ebbero il lieto fine immaginato dal figlio prodigo.
Durante le prime due stagioni (1981-1983), Cruyff contribuì a conquistare altri due titoli di Eredivisie e una Coppa KNVB per la bacheca dell’Ajax. Tuttavia, al termine di quella stagione, il presidente del club Tom Harmsen decise di non rinnovargli il contratto, sostenendo che non fosse più in grado di competere ai massimi livelli. A Johan Cruyff, niente meno, vennero chiuse le porte del suo ultimo anno, le porte della squadra che aveva contribuito a plasmare, l’Ajax del calcio moderno.
In un atto di pura ribellione, come era sempre stato nella sua vita e nella sua carriera, Cruyff rispose firmando per il grande rivale dell’Ajax, il Feyenoord di Rotterdam.

Cruyff nel Feyenoord con Ben Wijnstekers e Stanley Brard
Aveva 37 anni… e vinse il campionato e la coppa nella stagione 1983-84, oltre a essere nominato «Voetballer van het Jaar», Calciatore dell’Anno nei Paesi Bassi. Basta cercare i video del giocatore nella sua stagione al Feyenoord per vedere come appese gli scarpini, in che stato di grazia. Così se ne vanno i grandi, dando un colpo sul tavolo e salutando come avevano vissuto: rompendo le regole e vincendo titoli.
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PORTA A CASA UNA MAGLIA DI JOHAN CRUYFF
Per tutti gli appassionati di Johan Cruyff lasciamo le spettacolari maglie e giacche retro che indossò al Barcellona e nella Nazionale olandese. Non c’è modo migliore di rendere omaggio alla sua leggenda che sentire i suoi colori.
MAGLIA RETRO FC BARCELONA 1974-75 SECONDA DIVISA CRUYFF
MAGLIA JOHAN CRUYFF COPPA DEL MONDO 1974 a 2 strisce Manica Lunga Numero 14
MAGLIA JOHAN CRUYFF COPPA DEL MONDO 1974 a 2 strisce Numero 14
GIACCA CRUYFF COPPA DEL MONDO 1974
E se volete vestire in stile casual, vi lasciamo il link alle T-shirt del marchio Cruyff Classics, il marchio che ha iniziato e che continua la sua tradizione ineguagliabile.
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